Non sono un eroe (Memorie di un vigile del fuoco) - Roberto Ardizzone

 Ex vigile del fuoco, Roberto Ardizzone è appassionato di poesia siciliana, ha frequentato corsi di scrittura creativa e dopo aver pubblicato una serie di racconti brevi, oggi vi presento Non sono un eroe-Memorie di un vigile del fuoco, pubblicato dalla PAV Edizioni.

Trama 

Non sono un Eroe

Quando arrivi in un luogo in cui è successa una disgrazia, un incidente, in cui qualcuno ha bisogno di te, del tuo aiuto, pensi solo a buttare il cuore oltre l’ostacolo; non perché sei un eroe, gli eroi non esistono, sono personaggi inventati dalla letteratura, personaggi di fantasia; bensì perché sei professionalmente preparato a fare quel che devi e cioè aiutare la gente che ha bisogno, evitando al massimo i danni, facendo molta attenzione alla propria e altrui incolumità.
Il pompiere è solo un uomo che ha avuto la fortuna di poter fare un lavoro che gli ha permesso e gli permette di rendersi utile alla società civile di cui fa parte.
Una massima del filosofo cinese I. Ching recita testualmente: “Per agire senza sbagliare, bisogna evitare due atteggiamenti: l’agire troppo precipitoso, e l’esitare per troppa paura!”

Riflette un po’ quello che dovrebbe essere il comportamento di un vigile del fuoco davanti ad un evento, niente stupidi eroismi, ma tanta freddezza, lucidità, raziocinio, tanta professionalità e magari anche un pizzico di cuore.
“Non sono un eroe” è la narrazione della vita di uno dei tanti vigili del fuoco, un uomo con tutti i suoi difetti, le sue debolezze, le sue paure; emozioni con cui è costretto a confrontarsi tutti i giorni della sua vita e da cui non sempre riesce a uscirne indenne.

Recensione- Roberto, autore e protagonista di questo libro, ci accompagna nella sua vita come vigile del fuoco. Alla festa di pensionamento tutti i ricordi del suo passato riaffiorano felici e nostalgici con un caleidoscopio di sentimenti forti e intensi che gli bruciano il cuore e l’anima.

Con lui si rivive il terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980, lo sconcerto del suo primo grande intervento, la gioia per le vite salvate e la rabbia per le perdite; ci racconta del piccolo Alfredino che scivolò nel pozzo, profondo e buio come il cuore di chi ha assistito alla tragedia. E poi ancora, il fantasma di un generale morto da decenni, Giovanni Falcone, Chernobyl, le nuove conoscenze e i tristi addii di amici e colleghi.

Un ricordo sommario che racchiude il cuore di una persona semplice, coraggiosa, che, per quanto voglia smentire, il suo è uno dei lavori in cui la minima distrazione può fare la differenza, esser fatale, un lavoro fatto di scelte e rinunce e tanto sacrificio.

Una storia di vita fatta di viaggi in treno, lacrime per le nascite dei figli e la morte di colleghi al servizio di ciò che amavano, fatta di sorrisi di ringraziamento, grida di rabbia e battute imbarazzanti. La vita di Roberto è stata una come tante ma avvincente nella sua semplicità.

In conclusione Il libro è una lettera aperta a chiunque, a sé stesso e a chiunque voglia leggerla, parole intrise di passione, pagine che raccontano una vita e come dice una canzone dei Negramaro:

Meraviglioso

Ma guarda intorno a te

Che doni ti hanno fatto

Ti hanno inventato il mare

Tu dici: "Non ho niente"

Ti sembra niente il sole?

La vita, l'amore

Buona lettura a tutti.

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