Ho ancora gli occhi da cerbiatto - Salvatore Claudio D'Ambrosio


TRAMA
Non è una storia facile da leggere, piacevole, edulcorata, ma è una storia vera. La mia storia. E se ho deciso di raccontarla è per due motivi: perché le storie vanno raccontate, e perché questa possa dare un barlume di speranza a qualcuno che magari pensa di aver toccato il fondo. È la storia di un sopravvissuto, che però non hai mai smesso di sperare che le cose potessero migliorare.

〰 RECENSIONE 〰
Ognuno di noi ha una storia da raccontare, che si tratti di un aneddoto o di un'intera vita. Tutto ciò che abbiamo vissuto ci ha reso, nel bene e nel male, ciò che siamo e questo è proprio l'argomento che affronta il libro.
Le parole del nostro Salvatore Claudio D'Ambrosio racchiudono il peso che la società ci impone nel vivere le nostre vite, la pressione di tradizioni che ci spingono di dover dire e fare determinate scelte ignorando completamente il nostro volere.
L'autore ci racconta la sua vita in modo semplice ma che di tale non ha nulla, l'adozione, la famiglia, l'università, lo sport hanno fatto sì che crescesse perennemente costretto da sbarre emotive.
Non devi fare questo.
Non devi dire quest'altro.
Dici grazie ed espia i tuoi peccati e sensi di colpa.
Scelte non ne ha avute fino a quando, per triste dipartita del padre, non ha iniziato a compiere i suoi primi passi nella vita fino a giungere ad oggi con una famiglia che ama e che lo ama senza compromessi.
Il testo è scorrevole, coinvolgente ma soprattutto riflessivo, mi ha posto in una prospettiva diversa sul crescere i miei figli, quindi gli dico grazie. Grazie per avermi dato l'occasione di leggere le sue parole e grazie per avermi aperto gli occhi.
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